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| Per sfatare un altro tabù: Inter, con la Roma ti ricordi come si fa? Di Raffaele G. Flore • sabato 7 novembre 2009 • MILANO - Dici Inter-Roma e racconti, tutti assieme, gli ultimi quattro anni di calcio italiano: sfide al vertice, incontri pirotecnici, clamorose affermazioni esterne (le goleade con Mancini e l’anno scorso con Mou inflitte a domicilio; i successi della Roma in campionato negli ultimi anni ed in Supercoppa), polemiche arbitrali e il dolce sapore di scudetto che il post-partita sapeva lasciare. Dopo gli impegni europei, che casualmente hanno visto entrambe le squadre rimontare lo svantaggio iniziale in una situazione di oggettiva difficoltà, si ritrovano dunque le ‘duellanti’ che dal dopo-Calciopoli ad oggi si sono sostanzialmente divise la posta e hanno portato una boccata di aria nuova dopo anni di veleni e ’sistemi’ che oggi paiono solo un brutto ricordo: qualcosa è cambiato, potremmo dire citando l’omonimo fil con Jack Nicholson, qualcos’altro è rimasto uguale. Verso una sfida che anche stavolta potrebbe sconvolgere pronostici scontati, oltre che le coronarie di chi sarà a “San Siro” domenica sera.
DOPO IL MERCOLEDI DA LEONI - Umori convergenti alla vigilia del posticipo della 12esima giornata di campionato: come detto, sia i nerazzurri che i giallorossi sono reduci dalle suddette imprese europee e, se necessario, ulteriore pepe alla partita la darà la rivalità che negli ultimi tempi si è… ‘cementata’ tra i due club. Ad Appiano Gentile, sfatato (almeno per ora…) il tabù europeo, si guarda alla sfida con la Roma senza guardare alla classifica, però: negli ultimi anni sono stati i romani l’unica squadra davvero capace di imporre il proprio gioco a Milano e infatti negli ultimi 3 scontri diretti sono imbattuti, con una vittoria e due pareggi acciuffati un po’ fortunosamente dall’Inter e che tanto amaro in bocca avevano lasciato agli avversari: per questo quella di domani sera sarà una sfida da alta classifica a prescindere. Mourinho, recuperato, e come!, Sneijder, dovrebbe proporlo dietro la coppia titolare Milito-Eto’o: finalmente ha cominciato a svuotarsi l’infermeria, così il portoghese potrà scegliere il centrocampo che più gli aggrada e per il posticipo i papabili per i restanti tre posti dovrebbero essere i ‘califfi’ del ruolo’ Stankovic, Cambiasso e Zanetti, che a) praticamente non riposano mai e b) praticamente non sembrano averne nemmeno bisogno. Sul fronte degli ospiti, Ranieri dovrà ancora pagare dazio circa la disponibilità di Totti, defezione che tuttavia si prolunga da alcune giornate ed a cui il tecnico romano sembra aver dato, almeno a livello tattico, una definitiva risposta proponendo in avanti l’inedita (sia per il fatto di aver giocato poco assieme che per le caratteristiche tecniche dei due) coppia Vucinic-Menez che non poco ricorda il Cassano-Totti di capelliana memoria, con due mezzepunte a giostrare avanti che non davano punti di riferimento agli avversari e favorivano l’inserimento a turno degli incursori di centrocampo. Attenzione quindi alla velocità dei due che, se in condizione - è questo, ahiloro, il principale limite - sanno far male a chiunque. Pizarro, uno dei tanti ex della sfida (assieme a Burdisso sul fronte Roma, che però non dovrebbe essere del match, sostituito da Andreolli - altro ex - e Mancini e Chivu per i milanesi) agirà da trequartista, tornando così alle origini, mentre dubbi sulla presenza dei brasiliani Doni e Juan: se il secondo non dovrebbe partire con i compagni, il portierone potrebbe non arrendersi ancora ai problemi di salute che lo tormentano dalla scorsa stagione. Il cast, checché se ne dica, c’è. Ora parola, pardon, palla al set del “Meazza”, ore 20.45: proiezione, si fa per dire, unica.
INTER PER LA CONTINUITA’, ROMA PER LA SVOLTA - Tra i nerazzurri, e ormai non è la prima volta ma sta diventando una piacevole costante, sugli scudi c’è Wesley Sneijder, l’olandese tascabile (e non così di cristallo come i soliti Soloni - gufi?- preconizzavano, vista la prova fisica e di cuore, oltre che tecnica, di Kiev dove rientrava da un infortunio, NdR): Mou sembra non poter/voler fare a meno di lui ed anzi ha trovato il modo di schierare sistematicamente anche Stankovic che gli opinionisti di cui sopra vedevano già retrocesso nelle gerarchie interne. Con l’olandese in campo l’Inter non ha mai perso (’score’ di 8 successi e 2 pari) ma la mezzala oranje su questo punto si schermisce: “I miei compagni hanno vinto pure senza di me… Io certo posso portare la mentalità vincente che avevo all’Ajax e poi anche a Madrid. Per questo vorrei aiutare i miei compagni ad arrivare in fondo sia in Campionato che in Champions’ League”. Sulla partita di domani sera nessuna dichiarazione di circostanza: “Mancherà Totti? E’ un giocatore che fa la differenza ed è un bene per chi deve affrontare una squadra come la Roma. Noi dobbiamo vincere per mantenere il distacco sulla seconda e perché, come ho appreso da giovane in Olanda, la mentalità vincente si costruisce così”. Chiosa infine il piccolo centrocampista originario di Utrecht: “Mi sono adattato alla Serie A subito vedendone in passato molte partite. E’ un campionato in cui sarei dovuto approdare anni fa”. E alla domanda su chi l’avesse cercato la risposta è: “Il Milan”. Dalle parti di Trigoria, Claudio Ranieri, ‘profeta in patria’ che sta cercando di portare fuori la società di Rosella Sensi dal difficile inizio di Campionato, deve fare i conti ancora una volta con risultati altalenanti. Dopo il ‘brodino’ della vittoria col Bologna, quella col Fulham stava per diventare l’ennesima ricaduta ma la rimonta firmata Riise-Okaka ha calmato le acque. Ora sotto con l’Inter: “Dopo la grande prova di giovedì, ora affronteremo una squadra che anch’essa ha dato notevole prova di carattere in Coppa. Siamo convalescenti, inutile nasconderci: quindi dobbiamo migliorare e le contestazioni, se costruttive, fanno sempre bene”. Il tecnico, che deve far fronte alle ormai solite defezioni, punta sui ‘ragazzi di Coppa’ e, stante l’assenza di Totti, anche su Julio Baptista che, dopo i fischi col Fulham, vuole riscattarsi. Una vittoria a “San Siro”, che negli ultimi anni è stato teatro di grandissime prestazioni dei giallorossi, darebbe finalmente l’avvio al nuovo corso di Ranieri.
VERSO IL MATCH: STATISTICHE E PRECEDENTI - Sfida quasi ‘centenaria’ quella tra le squadre delle due ‘capitali’ del Paese: a Milano sono ben 91 i precedenti e il borsino parla di 53 affermazioni della Beneamata, 24 pareggi e 14 vittorie romaniste; i nerazzurri hanno messo a segno complessivamente 173 reti, con ben 90 subite però. Dato interessante a cui già abbiamo accennato prima: se si eccettuano i frequenti incroci in Coppa Italia e Supercoppa Italiana, l’Inter non batte in Campionato tra le mura amiche la Roma addirittura dal 2005: quel 12 febbraio fu 2-0 per i nerazzurri. Da allora, rimanendo agli incontri di Serie A, 2 vittorie dei capitolini (una, nel 2005/06 segnata da una stupenda ’scucchiaiata’ di Totti da fuori area- risultato finale 2-3 - e l’altra che segnò la prima sconfitta dell’Inter manciniana dei record, ma che alla fine risultò ininfluente) e due pari tra cui uno raggiunto al 90′ da Zanetti nel 2007/08 e che, questo sì, risulterà decisivo per l’assegnazione del titolo, e poi il 3-3 dell’anno scorso condito dalla prima doppietta di Super-Mario Balotelli in A e anche da… tante polemiche. Insomma, spunti ce ne sono ed anche gli amanti delle statistiche potrebbero rimanere sorpresi da una sfida che sistematicamente negli ultimi anni finisce per diventare foriera di spettacolo, inattesi ribaltoni e gol a grappoli. Infine, il solito accenno alla terna arbitrale: dirigerà il posticipo l’arbitro Gianluca Rocchi della sezione AIA di Firenze, coadiuvato dai segnalinee Di Liberatore e Copelli (Tagliavento ‘quarto uomo’): il fischietto toscano ha già arbitrato i nerazzurri per 10 volte in carriera (bilancio di 6 vittorie, tra cui quella di Parma nel maggio 2008 che diede lo scudetto numero 16 ai milanesi, e 4 pari: nerazzurri dunque imbattuti) ma mai quest’anno. ‘Battesimo del fuoco’ niente male per uno dei migliori direttori di gara che domani sera avrà tutti gli occhi puntati addosso. Visti i precedenti, il nostro solito “in bocca al lupo” questa volta è d’uopo oltre che speriamo di buon auspicio. |